Chi non ha desiderato,almeno una volta nella sua vita, di
potere porre una domanda piccante ad una persona senza che questa sappia da chi
proviene?
Sono domande che nascondono un profondo interesse o anche
solo una leggera curiosità; domande troppe volte taciute ma che dal 2010
possono finalmente trovare risposte.
Infatti ,dopo essere stato lanciato nel 2010 da Klaves Sinka in Lettonia per far
concorrenza a Formspring, Ask.fm diventerà uno dei siti
più cliccati del web, fino a contare nel 2013,anno in cui viene creata l'applicazione per dispositivi Apple e Smartphone, più di sessanta milioni di utenti
registrati. L’Italia è lo stato che conta più iscritti al momento,seguita poi dal Brasile, dagli Stati Uniti ed infine dalla Turchia.
L’utilità del sito è comprensibile già dal nome: Ask, che tradotto dall’inglese significa chiedere. E’ proprio questa la funzione del sito: porre a proprio piacimento domande a cui possono rispondere solo gli utenti registrati; i non iscritti , essendo privi di un proprio profilo, possono solamente domandare.
La vera innovazione del sito sta nel fatto di poter porre delle domande scegliendo se farlo sotto forma anomina o svelando la propria identità. Questa possibilità differenzia fortemente questo social network da tutti gli altri già esistenti nei quali e' sempre visibile l'identità dell'utente.
A poco tempo dal lancio, l'innovativo social network si scontra con il fenomeno che caratterizza la maggior parte dei siti web utilizzati principalmente da adolescenti: il cyberbullismo.
Tale fenomeno è più accentuato in questo sito che in altri per il semplice fatto che l'anonimato non permette di risalire ad una identità.
L'idea di porre
le domande in incognito è allo stesso tempo la parte geniale e nociva del
sito, infatti può accadere che le teoriche domande si trasformino in
provocazioni ,insulti, o peggio ancora, inviti all'autolesionismo.
Queste sono le parole di Dave Smith, padre di Hannah, quattordicenne arrivata al suicidio dopo vari insulti ed inviti all'autolesionismo ricevuti sul suo profilo di Ask.fm.
Dopo
l'accaduto, alla richiesta di boicottaggio del sito da parte del premier David
Cameron, i dirigenti del social network dichiarano che una parte degli insulti
siano stati inviata dalla ragazzina a se stessa, e affermano di voler collaborare
con gli investigatori per trovare i responsabili degli insulti a danno della
ragazza.
Purtroppo
il suicidio di Hannah Smith non è l'unico ad essere stato collegato a Ask.fm.
Il quesito che sorge spontaneo davanti all'innovazione che il social network ha portato è : ne avevamo bisogno? Sentivamo davvero la necessità di
celare la nostra identità per fare domande?
Probabilmente no,ma ora che possiamo
nascondere timidezza ed imbarazzo con la facilità e la comodità che un sito
come questo ci offre, perché esitare?
Ask.fm è
tristemente l'emblema di una società adolescenziale in cui si preferisce il
comunicare online all'emozione di parlarsi, uno "smile" ad un
sorriso, un follower ignoto ad un amico al proprio fianco, un "ciao"
inviato in una chat ad un "ciao" pronunciato facendosi coraggio.
E' forse proprio questo che manca alla
maggior parte dei ragazzi travolti dall'onda della tecnologia: il coraggio di
esporsi.
Giulia Gregoris, Classe ID
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