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domenica 6 aprile 2014

"Non buttiamoci giù" - Recensione del film

Da sinistra: Pierce Brosnan, Toni Collette, Imogen Poots e Aaron Paul
di Riccardo Ezzu e Stefano Romeo

  
Film di Pascal Chaumeil,
con Pierce Brosnan 96 minuti
Gran Bretagna 2014, 
uscito in Italia giovedì 20 marzo 
Tratto dal libro di Nick Hornby:
“Non buttiamoci giù”





Quattro persone si trovano la notte di Capodanno in cima ad un palazzo di Londra. Non si conoscono, ma hanno tutti intenzione di suicidarsi. Dato che non sono soli, i quattro esitano a buttarsi; parlando tra loro  stringono un legame e decidono di incontrarsi di nuovo la sera di San Valentino per verificare se ci sono stati cambiamenti positivi nelle loro vite.
I media vengono a sapere dell'accaduto e, per vari motivi, anche legati alla notorietà di due di loro, i quattro decidono di andare in vacanza per sfuggire a televisioni e giornali che li pressano incessantemente. In seguito ad altre vicende i quattro protagonisti abbandonano totalmente l'idea del suicidio.

Il film è tratto dal romanzo omonimo di Nick Hornby, che è abituato a veder trasposti su pellicola i suoi racconti, come "Alta Fedeltà" e "About a boy".

Trailer

Il libro si presenta con la struttura di un diario, mentre Chaumeil lo trasforma in un film ad episodi, ma questa non è l’unica differenza. Mentre il libro calca maggiormente la mano sul lato tragico del tema (suicidio e depressione), il regista cerca un connubio tra tragico e comico, concentrandolo maggiormente su quest'ultimo aspetto. Del resto, la storia professionale di Chaumeil è chiara: dopo essere stato l’aiuto regista di Luc Besson, passa alla televisione e, soprattutto, alla pubblicità, per approdare al cinema con due commedie ben accolte dal pubblico: "Il truffacuori" e "Un piano perfetto". La visione del film non risulta sgradevole. Le capacità tecniche della sua regia lo fanno apparire a tratti commovente, e a tratti divertente, ma la narrazione sembra mancare di un chiaro filo conduttore. Le motivazioni dei personaggi, prima a suicidarsi e poi a rinunciare all’idea, sembrano vaghe, poco chiare. Il sospetto cade allora sulla scelta di usare i toni della commedia per un tema difficile, spinoso e un po’ tabù come quello trattato. Chaumeil sembra quindi portato per il tono della commedia, anche se per questo film non è in realtà il più adatto.

Edizione italiana del libro

  

Clip ufficiale dal film

                                                             

Chi fa da se(lfie) fa per tre

di Beatrice Cantino

Il selfie, indiscussa moda dell’ultimo anno, sta spopolando tra tutti (ragazzi, adulti, vips) al punto che anche l’Oxford Dictionary ha inserito il neologismo tra i suoi lemmi.
Questa tendenza nasce da un sempre più grande bisogno di catturare un momento e condividerlo. I critici e gli scettici arrivano a parlare di “selfite”, ovvero la mania di produrre autoscatti e condividerli sul web, delineando addirittura tre livelli di gravità e il profilo psicologico del “selfier” medio.
In realtà  è un modo come un altro di raccontarsi al mondo, questa è la vera moda, e le sue spie sono tante: una tra tutte è l’iniziativa di Gabriele Salvatores “Italy in a day”, un film sociale composto da tanti spezzoni di persone, momenti, luoghi e azioni registrati dagli italiani stessi, raccolti su una piattaforma e affidati al premio Oscar che li trasformerà in un film che racconti la quotidianità del nostro paese.



Neanche il Papa ha resistito alla tentazione del "modus selfiendi" e si è fatto fotografare insieme a tre adolescenti in visita al Vaticano.













Il “selfie papale” è stato tra i più memorabili e condivisi dell’ultimo periodo, quasi al pari del “selfie da Oscar” scattato dalla presentatrice Ellen Degeners in compagnia di un cast mozzafiato tra cui Meryl Streep, Julia Roberts, Brad Pitt, Angelina Jolie e Bradley Cooper, che detiene il record: in meno di tre minuti l’immagine è stata ritwittata ottantamila volte e nel giro di un’ora quasi un milione di volte, e il numero continua a crescere.












Il fenomeno arriva anche nello spazio, tantissimi sono stati gli astronauti che si sono immortalati tra stelle e pianeti. L’astronauta Mike Hopkins è stato il protagonista di un "selfie spaziale" alla vigilia di Natale, con questo ottiene il primato di miglior selfie per essersi immortalato con il pianeta Terra.














Insomma braccio teso, volto espressivo e tutti pazzi per i selfies: si fanno, se ne parla. Rimane da capire se è davvero un’innovazione o solo moda, che quando passa ti vergogni di aver seguito.

BEN TORNATA ALESSANDRA

 Di Ilaria Pezzi, Elisa Sanna, Elena Iula

"BEN TORNATA".
Questa è la scritta stampata su ogni foglio che tutti i fans in platea hanno alzato in aria il 4 aprile 2014 all'interno del Pala Olimpico di Torino per accogliere la cantante salentina Alessandra Amoroso.
Un sincero 'ben tornata' perché il pubblico dell'Amoroso non assisteva a un suo concerto dal 2011, con il tour 'Il Mondo In Un Secondo'. Alessandra infatti torna in Italia dopo aver trascorso un periodo a New York per studiare Gospel e migliorare il suo inglese in un college americano.
La scaletta conteneva i brani del suo ultimo album 'Amore Puro', registrato tra Milano e Los Angeles, con la produzione artistica di Michele Canova e di Tiziano Ferro, che ha ottenuto il disco di platino dopo solo due mesi dalla sua uscita, ma anche alcuni  dei suoi successi precedenti. Il tutto con alle spalle una scenografia esplosiva, con un maxischermo su cui lampeggiava una 'A' rossa.
I fans si scatenano alle prime note di 'Amore Puro' (canzone scritta da Tiziano Ferro), ma a scatenarsi è anche Sandrina che con una gonna lunga a righe bianche e nere sorride e apre le braccia a tutto il suo pubblico.
Il Pala Olimpico gremito di gente per il concerto sold out
Ma il suo fanclub o come lo chiama lei, Big Family, non si è fermato qui con le sorprese, alla fine della terza canzone 'Non devi perdermi' (canzone scritta da Biagio Antonacci) ha alzato dei palloncini rossi dalla platea con sopra scritto 'mai' per completare la frase della canzone, mentre le due sezioni  laterali e la parte centrale hanno usato sparacoriandoli che hanno colorato l'intero Pala Olimpico.
Balla, canta e gira tra la sua band la giovane cantante e a metà concerto viene proiettato un video realizzato dal suo migliore amico che mostra la mamma, momenti con i suoi amici e la sua città, Galatina, proprio mentre canta 'Da casa mia', dedicata alla sua terra che, come dice lei, le manca molto.
L'energia sprigionata da Alessandra era così coinvolgente che tutta la platea nelle ultime due canzoni ha lasciato la propria sedia per andare sotto il palco a cantare a pochi metri da lei, toccandole le mani e facendole foto e la cantante, seguendo l'attuale moda della 'Selfie Mania', con il cellulare di una sua fan, ha ripreso se stessa e tutto il pubblico. 
Il concerto si è concluso con il suo primo inedito 'Immobile', che ha fatto innamorare la gente della sua voce calda ed emozionante quando era ancora una giovane aspirante cantante della scuola di 'Amici' di Maria De Filippi. Ha ringraziato tutti i collaboratori, la band, gli amici, le coriste e infine il suo pubblico perché, come dice lei, ha reso la sua vita speciale!


                                         L'apertura del concerto con  la canzone "Amore Puro"

Link della pagina ufficiale di Alessandra Amoroso  https://www.facebook.com/AlessandraAmorosoOfficial?fref=ts

I FENOMENI VIRALI DEL WEB

a cura di Eleonora Ferrero e Roberta Ventimiglia

Video, foto, mode che si diffondono con grandissima rapidità e altrettanto velocemente cadono nel dimenticatoio. Fenomeni nati da tempo e cresciuti con l'affermazione dei social network dove, grazie alle critiche e alle condivisioni, acquisiscono fama. E' un ciclo che si ripete finchè anche il lettore meno interessato ne sarà coinvolto.
Nel 2014, prima fra tutti, spopola su Facebook la sfida che incita alla consumazione di alcolici. Naturalmente i partecipanti sono perlopiù adolescenti. Il video è solitamente breve, ai ringraziamenti verso chi ha nominato la persona in questione segue la nomination, ovvero l'elenco di chi a sua volta dovrà bere entro 24 ore cosicchè possa continuare la catena. La scena si chiude con la bevuta e un ironico "alla salute!". Il divertimento sta soprattutto nella scelta degli amici meno inclini a questa pratica che, secondo le regole del gioco, saranno comunque obbligati a bere a meno che non vogliano offrire una cena a chi li ha nominati.
Anche in questo caso non sono mancati i "ribelli" che hanno risposto alle nomination senza rispettare la regola fondamentale del video e hanno rimpiazzato l'alcool con una qualsiasi altra bevanda e le parodie, che attirano maggiormente l'attenzione costringendo l'originale video alcolico a farsi da parte.


Qui un esempio dei cosiddetti "video delle nomination"


La cosa diventa interessante quando i protagonisti del video sono persone che entrano in relazione fra di loro. Più precisamente si tratta di sconosciuti a cui viene chiesto di baciarsi. E' questo il video americano, prodotto dalla regista Tatia Pilieva, che ha subito scaldato i cuori degli spettatori in tutto il mondo. E' senza dubbio un'idea originale che è stata subito condivisa ma che presto è divenuta anche oggetto di molte critiche, soprattutto dopo la scoperta del fatto che il video è in realtà una messa in scena, una recita. Nel frattempo, a Torino, c'è chi ha deciso di riprodurre l'idea in modo veritiero, senza recitazioni, riprendendo le vere emozioni e gli atteggiamenti che sono traspariti dai soggetti, posti in una situazione così strana e innaturale.
I baci fra sconosciuti, a differenza dell'esempio precedente, non sembrano però essere una questione del tutto conclusa e sembrano anzi avvalorati dalle parodie davvero esilaranti e riuscite.

Il video di "First Kiss" di Tatia Pilieva





                                     
                                                 Il video "First Kiss Torino"
                                    https://www.youtube.com/watch?v=Uap_jOLt46k







 Ultima cronologicamente è la diffusione dei video che hanno come colonna sonora la canzone di Pharrell Williams "Happy" (https://www.youtube.com/watch?v=y6Sxv-sUYtM). Le note, che trasmettono serenità e allegria, sono contagiose e le persone sono facilmente coinvolte nei balli che sono organizzati in tutte le maggiori piazze italiane. I soggetti sono persone comuni e l'attenzione non si concentra sulle abilità tecniche ma sulla sensazione piacevole che spinge le persone a lasciarsi trasportare con naturalezza dalla musica anche in luoghi esposti come le piazze e le vie delle città.
Il successo di questi video è indiscutibile e il contenuto, non soggetto a critiche, può solo indurre a una maggiore diffusione di questo fenomeno che ha come fine ultimo nient'altro che un momento di felicità.



il video di "Happy" realizzato a Torino

Please,chapeau,madamin!


Un cappello di Christian Dior
 
di Elena Vitiello
Il cappello è da sempre non solo un accessorio che completa l'outfit di ogni uomo e donna, ma aiuta anche ad esprimere meglio la propria personalità; il copricapo è, infondo, insieme al profumo e agli indumenti, come un biglietto da visita: riesce a dare informazioni su sé stessi, seppur a grandi linee, di fronte ad uno sconosciuto.
A Torino, a Palazzo Madama, lo scorso 25 marzo, in occasione delle tre giornate ''Voce del verbo moda'', che hanno impegnato la città con dibattiti e conferenze, è stata inaugurata una mostra riguardante proprio questo accessorio.
Un cappello in esposizione
''Chapeau Madame'', che resterà aperta fino al 1 marzo 2015, raccoglie 80 cappelli delle famiglie torinesi più importanti, i quali sono stati poi donati al liceo artistico-musicale ''Aldo Passoni''.
''Chapeau Madame'' è un viaggio alla scoperta della femminilità del Novecento in 50 anni (1920-1970) che espone pezzi unici e particolari delle sartorie parigine più importanti come Reboux, Dior e Barthet, torinesi come Cerrato, Maria Volpi e Gina Faloppa, ma anche sconosciute.

 
Una cuffietta in piume



L' esposizione è accompagnata da video che mostrano l'evoluzione dell'uso del cappello nell'arte, nel cinema e nelle riviste di moda contemporanee.
Per tutte le informazioni può essere utile consultare il sito:
http://www.palazzomadamatorino.it/mostra.php?id_evento=221

A seguire un estratto della mostra:

Bastille: l'alternative rock che scala le classifiche

Bastille, Londra 2013
Di tormentoni, artisti meteore e pezzi di moda per poco tempo ne sentiamo tutti i giorni: personaggi costruiti a tavolino sotto l'ala del discografico di turno. Artisti creati per piacere, e stupire a primo impatto tramite mosse efficaci, ma destinate a svanire in un periodo di tempo più lungo dei canonici 3 mesi.

E ti ritrovi a sentire quel pezzo che hai amato tanto due estati fa ma che hai scordato appena il caldo ha smesso di farsi sentire e l'inverno è diventato parte della quotidianità. E quindi a chiederti che fine abbia fatto quel cantante che sembrava dovesse spaccare il mondo, tanto il successo del suo pezzo, ma che adesso tutti hanno riposto in un cassetto nascosto della propria memoria.


Il leader Dan Smith nel video di
Pompeii
Pompeii del gruppo britannico Bastille è stato uno dei brani-tormentoni più ascoltati dell'estate 2013. Non c'era radio, nè Mtv, nè programma televisivo che tenesse: Pompeii era suonata ovunque, dal locale giù al mare di sera, al negozietto di città. Ha scalato in poche settimane le classifiche di tutto il mondo, ottenendo il disco di platino in nazioni come l'Italia e l'Australia ed il disco d'oro in Belgio e in Germania. E non a caso: Pompeii infatti ha tutti i numeri per essere considerata una canzone dai toni alternative-rock davvero raffinata ma potente, e così i Bastille.


Una scena del video di Flaws
Se Pompeii poteva sembrare l'ennesima meteora, i Bastille ci hanno fatto ricredere con l'uscita di Laura Palmer, seguita da Things We Lost in the Fire e, per ultima diffusa in tutte le radio attualmente, Of the Night, mash-up di diverse hit degli anni '90 , unica canzone non scritta dal leader Dan Smith.

Ciò che colpisce dei Bastille e del loro primo EP Bad Blood, la cui tracklist prevede 13 canzoni, tra cui Flaws ed Oblivion, è il riuscire ad essere accattivanti e freschi tramite una semplicità innovativa, che appaga e lascia qualcosa, sicuramente apprezzabile da chi ricerca qualcosa di più del solito mainstream, ma perfettamente commerciabile da poter essere passata in radio e ascoltata con leggerezza. E seppur parlando d'amore tormentati e di dolori cantati e strimpellati da tutti i cantanti del mondo, i Bastille non sforano mai nel banale o nello smielato, rimanendo dolci e mai zuccherosi. 


La copertina di Bad Blood

Ed il paragone con i Muse o i The Killers può sorgere spontaneo, essendo anch'essi sulla stessa lunghezza d'onda. Ma ciò che rende questo gruppo diverso è una spontaneità che non ha bisogno di troppo rock e suoni duri, pezzi che anche in versione acustica riescono ad essere essenziali. 

E i Bastille, pur non essendo una band da troppo tempo, hanno dimostrato con l'uscita di Bad Blood di poter tranquillamente vendere migliaia di migliaia di dischi facendo buona musica. Ed essendo la prova che il successo può essere conquistato anche senza progetti discografici studiati a tavolino.


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Di Lorenza Scrofani.


Microfonando: giovani on air

di Beatrice Cantino e Elisabetta Casto



Una delle redazioni durante l'intervista con Paolo Giordano (a destra).

E' iniziato tutto così: un tavolo di esperti seduti di fronte a te, impacciato ed esitante mentre ti prepari alla tua audizione, con quelle cuffie insonorizzate che ti estraniavano dalle molte persone in attesa alle tue spalle. L'unico suono, la tua voce.
Questa è la prima prova affrontata dagli studenti dell'indirizzo di comunicazione di V ginnasio del Liceo Classico "V. Alfieri" a Torino. I 25 ragazzi scelti sono stati divisi in 5 redazioni che hanno dato l'avvio al progetto di Microfonando per Adotta uno Scrittore, sotto la supervisione delle speakers e giornaliste radiofoniche Francesca Bacinotti e Valeria Dinamo. Questa iniziativa, portata avanti da Radio GRP in collaborazione col Salone del Libro, ha permesso ai ragazzi di fare un piccolo tuffo nel mondo della radiofonia realizzando dei brevi format composti da una parte biografica sulla vita dell’autore, seguito dall’intervista allo stesso. La regola principale è stata leggere il libro, poi raccogliere più informazioni possibile sullo scrittore e, con spirito di squadra, prepararsi all’incontro.
L'esperienza è proseguita con la partecipazione dei ragazzi al Salone del Libro, dove hanno avuto l'opportunità di intervistare gli ospiti presenti, alcuni anche importanti, come Renzi, Grossman, Saviano, Fonzie di "Happy Days" e molti altri.
In seguito tutti i podcast sono andati in onda su Radio GRP e pubblicati nel Bookblog del Salone del Libro.
Eccone alcuni esempi:

Microfonando tornerà anche quest'anno con nuovi studenti del Liceo Alfieri, sempre supportati dalle speaker e giornaliste radiofoniche Francesca Bacinotti e Valeria Dinamo, con l'aiuto di Mauro Simolo. Chi fosse interessato a seguire gli sviluppi del progetto visiti il sito di BookBlog.



sabato 5 aprile 2014

#Selfie, quando l'autoscatto è mania

di Jamie Wang

La tendenza che sta spopolando quest'anno è il "selfie", parola inglese che può essere tradotta come autoritratto fotografico. 
Ma questa pratica di fotografare se stessi esisteva già prima che il termine fosse stato coniato. Il primo autoscatto infatti risale all'inizio del XX secolo, quando la tredicenne granduchessa russa Anastasia Nikolaevna prese la sua Kodak Brownie e scattò una foto davanti allo specchio. 

Anastiasia Nikolaevna-1910

Questo termine viene ufficialmente coniato nel 2005, ma è dal 2013 che il selfie diventa una vera e propria moda, e questa mania di farsi foto da sole e condividerle sui social si è diffusa soprattutto grazie alle celebrity, da Miley Cyrus, a Justin Bieber, Belen Rodriguez, Kim Kardashan, Rihanna, diventati maghi del "selfie". La moda del "selfie" non ha contagiato solo le celebriety, ma anche i politici, come il nostro Matteo Renzi e la cancelliera Angela Merkel. 
Questo slang è stato definito nell'agosto del 2013 dalla Oxford dizionari online "fotografia fatta a se stessi, solitamente scattata con uno smartphone o una webcam e poi condivisa sui social network", e inoltre sempre nel 2013 è diventata la parola dell'anno.
Miley Cyrus con la madre Tish - selfie a NYC
Selfie di Matteo Renzi
Insomma ogni occasione è buona per scattarsi un selfie, basti ricordare il famoso autoscatto della serata degli Oscar 2014 postato da Ellen DeGeneres sulla sua pagina twitter.

Selfie della notte degli Oscar
Questa mania è addirittura diventata una forma d'arte: il fotografo Patrick Specchi ha invitato i visitatori del Moma di New York ad entrare in un ascensore, in cui un grande specchio rifletteva la loro immagine e tutti potevano farsi un autoscatto. Gli scatti prodotti sono così diventati materiale per il progetto Art in translation: selfie, the 20/20 experience.







domenica 30 marzo 2014

Nella Primavera con i Foxhound

a cura di Eleonora Ferrero


I Foxhound, da sinistra: Riccardo Salvini, Filippo Vindrola,
 Lorenzo Masoero e Luca Morino. Fonte: https://www.google.it/url?sa=i&rct

“Ci siamo rinchiusi per dieci giorni in una casa sulla cima di un gigantesco albero isolati dal mondo e anche da noi stessi, stufi della quotidianità fatta di chiacchiere. In mezzo al verde ci siamo interrogati su come si faccia a restare soli al giorno d’oggi, anche solo per un po’. 
L’assenza di segnale sui nostri telefoni e l’impossibilità di connettersi alla nuvola del web ci hanno permesso di ritracciare i confini della sincerità verso gli altri e verso noi stessi per poter apprezzare, con tanta più leggerezza, quello che ci ha regalato questa nuova era digitale"


Copertina dell'album "In Primavera"
Fonte:http://sentireascoltare.com/
album/foxhound-in-primavera/
E’ a seguito di questo lungo periodo di isolamento ed evasione dalla frenetica vita cittadina che nasce “In Primavera”, ultimo album dei Foxhound, giovani talenti torinesi. 
Il gruppo, composto dagli ex alfierini Riccardo Salvini, Lorenzo Masoero, Filippo Vindrola e Luca Morino ritorna sulla scena dopo il successo di “Concordia”, album d’esordio prodotto nel 2012 dai ragazzi, allora diciannovenni, che si fanno portavoce in Italia del genere indie-rock, originario del Regno Unito.  
Testi rigorosamente in lingua inglese e un sound che può rimandare a gruppi come gli Arctic Monkeys, gli Strokes, e i Blur, pietre miliari del genere.
Ragazzi sbarazzini, jeans e maglietta, è così che si presentano i Foxhound il 21 marzo, primo giorno di primavera, per l'inaugurazione dell'album che non poteva che essere rilasciato in questo periodo dell'anno. Il locale torinese scelto per lo show, lo "sPAZIO211",  è un luogo intimo e alternativo, particolarmente conforme al genere di performance che io e i fan del gruppo ci saremmo apprestati a vedere. L'atmosfera è rilassata, il pubblico numeroso nonostante lo spazio ristretto e il gruppo di apertura è adatto come un antipasto leggero in attesa del piatto forte.
L'attesa inizia a farsi sentire passate le undici, un'ora dopo l'inizio ufficiale del concerto, in particolare per gli amanti delle sorprese, ovvero coloro che hanno restito alla tentazione di ascoltare l'anteprima dell'album online.
Uno dei primi momenti del concerto 
(foto amatoriale)

Una nuvola di fumo fucsia contemporanea agli immancabili applausi e alle urla del pubblico fremente fa da sipario all'entrata in scena delle quattro sagome.
Una prende posizione alla batteria e le altre tre, con le chitarre i mano, si accostano ai microfoni. Alle loro spalle spiccano i contorni dell'esagono, simbolo copertina dell'album. Si accendono le luci e si svelano i volti grintosi dei musicisti. Si scambiano fra loro quello sguardo o quel gesto d'intesa che dà l'attacco al primo pezzo e che sembra dare origine a quella concentrazione che è compito di ognuno di loro mantenere fino alla fine. La prima canzone è All Alone on My Own che fa cominciare bene il tutto. L'adrenalina e il sudore aumentano man mano che la scaletta va esaurendosi.          



I cantanti, Riccardo Salvini e Lorenzo Masoero danno il meglio di sé con il loro inconfondibile duetto che unisce due timbri molto diversi, il primo basso e profondo, l'altro più pulito e studiato. Il chitarrista Luca Morino e il batterista Filippo Vindrola sono scatenati e instancabili. Tutti però dimostrano una presenza scenica e un'energia davvero incredibile, da veri professionisti.  Le canzoni sono tutte particolarmente originali e il pubblico è totalmente coinvolto ed entusiasta fino alla fine di questo susseguirsi di emozioni.
Lorenzo Masoero e Luca Morino al concerto
del 21 marzo (foto amatoriale)
L'album può in definitiva dirsi completamente riuscito secondo il parere della gran parte delle persone con cui ho avuto modo di discutere e, seppur qualcuno non abbia visto coesione fra i contenuti dell'album, per tutti si presenta come un' ulteriore conferma delle loro capacità artistiche.
Sono le ultime note di My Life is so Cool a segnare la fine della magia che per due ore ha regnato allo "Spazio 211".
L'energia e la serenità miste alla soddisfazione dominano la mia mente e l'ambiente che mi circonda, questo è lo stato d'animo provocato dall'album appena ascoltato.
Ora davvero posso dire: "che la primavera abbia inizio".


 
Un frammento del concerto del 21 marzo


mercoledì 26 marzo 2014

L'infinito siamo noi

di Jamie Wang

"È una lettura molto semplice, ma estremamente difficile se la si vuole fare bene."
(Ragazzo da parete)


E' questa la frase perfetta per questo piccolo scrigno di emozioni, "Ragazzo da parete", romanzo epistolare scritto da Stephen Chbosky, che ha anche diretto il film uscito nel 2012 con il nome di "Noi siamo infinito".
Semplicemente prendete le vecchie cassette, preferibilmente "Aspleep" dei The Smith, mettetele nel vecchio stereo polveroso e lasciatevi trasportare negli anni '90.

E' la storia di Charlie, il "wallflower"(tappezzeria) del titolo, un ragazzo diverso dagli altri, timido, che osserva, un pensatore non convenzionale, un giovane Holden moderno.
Charlie ha appena iniziato il suo primo anno di liceo, ma a differenza dei suoi coetanei non ha amici, e l'unico a parlargli è Bill, il suo professore di letteratura, che farà nascere in lui la passione per la scrittura. Charlie è un adolescente con un passato doloroso, nel suo animo vive ancora il ricordo della zia morta quando lui aveva sette anni e sta ancora superando il trauma dettato dal suicidio del suo migliore amico Micheal.
I giorni passano, ma ben presto Charlie conosce due bizzarri personaggi, Patrick e la sua sorellastra Sam, di cui si innamora. Così, grazie ai suoi nuovi amici, comincerà un viaggio che porterà Charlie alla scoperta di tutto ciò che, da timido sedicenne, non conosce: alcol, sesso, droga, locali.
(Per la trama completa: http://it.wikipedia.org/wiki/Ragazzo_da_parete)
Charlie, Sam e Patrick, dal film "Noi siamo infinito"

Ma Charlie non è solo un ragazzino timido dal passato difficile. Charlie è un ragazzo dalla sensibilità disarmante, che scoppia a piangere più del dovuto, che mette chiunque prima di se stesso, che è disposto a stare con una ragazza anche se non le piace in quel senso, cioè Mary Elizabeth, che si lascia baciare da Patrick quando il ragazzo lo molla, che si mette in costume da bagno per partecipare al Rocky Horror Picture Show e che scrive saggi per il suo professore di letteratura inglese. Un ragazzo da parete, come dice Patrick: "Tu vedi le cose. Non ne fai parola con nessuno. E riesci a capire le persone."

In questo libro c'è tutto quello che un adolescente vive e che un adolescente degli anni '90 ha visssuto. I Nirvana, il liceo, le droghe, la patente, il Pasto nudo e Sulla strada, Rocky Horror Pictur Show e MASH, tutto rigorosamente su cassetta. E proprio a quella generazione, quella intimista ma allo stesso tempo  "trasgressiva", sull'orlo di una melanconia che può portare all'annullamento della propria volontà perché travolti dalle difficoltà della vita, a quegli adolescenti per i quali è stata una sofferenza vivere è dedicato il libro. Quella generazione che grazie alla musica, all'amicizia, e a quel "sentire", ha dato un senso a quegli anni. Perché ci sono momenti in cui "Noi siamo infinito".



venerdì 5 aprile 2013

Liberate i Croods!

Liberate i Croods!

Fresca, divertente e profonda, la nuova creazione della DreamWorks, ideata da Kirk De Micco e Chris Sanders, appassiona giovani e bambini. Il cartone, uscito nelle sale italiane il 21 Marzo 2013, ha fatto boom di incassi durante le vacanze di Pasqua.

Ambientato nella preistoria racconta le stravaganti vicende dei Croods una famiglia di cavernicoli che vive nel terrore; a proteggerli dai pericoli del mondo esterno c’è Grup, il forte capo famiglia che ha stabilito alcune semplici regole da rispettare, quella più importante è “Mai smettere di avere paura”. Le prese di posizione del padre non influenzano particolarmente la figlia maggiore Eap,  la cui curiosità la spinge a voler conoscere sempre cose nuove. 
Durante una notte, affascinata da uno strano bagliore, Eap si allontana dalla caverna per scoprirne l’origine ed è in quest’ occasione che conosce Guy, un ragazzo “all’avanguardia”, apparentemente diverso da lei, che cambierà la sua vita e quella della sua famiglia. 
Un cataclisma distrugge il mondo che i Croods conoscevano e i cavernicoli, senza un luogo sicuro dove poter stare, partono alla ricerca di un'altra grotta. Il loro cammino li conduce in una realtà del tutto diversa da quella a cui erano abituati: spaesati e confusi si trovano ad affrontare un mondo bizzarro e stravagante. Un grande aiuto verrà però dato loro dal giovane Guy, esperto di quell'ambiente, che con le sue conoscenze e la sua genialità farà conoscere loro questo stupefacente mondo e meglio se stessi, rafforzando il legame familiare. 

Un cartone brillante, capace di trasmettere emozioni e far riflettere attraverso la storia di una famiglia che tocca il cuore e lascia un sorriso sulle labbra.

"Un film che celebra i legami famigliari, le prime volte e l'umana curiosità"

Il Corriere della Sera

TRAILER: http://www.youtube.com/user/DreamworksAnimation?feature=watch
Chiara Castagneri 

UNA INESAURIBILE FONTE DI MERAVIGLIA




La crisi economica, gli scandali politici e non solo potrebbero indurre gli italiani a pensare che in questo periodo non ci sia più onore nel dichiararsi tali.

Ebbene non è così, possiamo ancora dichiararci padroni di un'inesauribile fonte di meraviglia: la bellezza ed il patrimonio artistico della nostra patria.
Più di 60 anni fa i padri e le madri costituenti scrissero la Costituzione Italiana: in quel periodo in Italia c'era miseria, una miseria tale per la quale il governo fu costretto a stabilire il prezzo politico del pane. Anche in questa drastica situazione la meraviglia del nostro paese, seppure inginocchiato da anni di guerra, non potette passare inosservata, ed i padri costituenti scrissero che occorreva tutelare la bellezza, il paesaggio ed il patrimonio artistico e culturale del nostro paese.
Fortunatamente anche oggi c'è ancora chi ritiene che la cultura sia in grado di donarci il più grande piacere dell'esistenza che sta nell'essere all'altezza della nostra mente.
Proprio questa convinzione anima i volontari del FAI (Fondo Ambiente Italiano) associazione culturale che dal 1975 sull'esempio del National Trust inglese opera per tutelare e valorizzare il patrimonio culturale italiano con la particolarità di possedere o controllare i beni che si impegna a preservare.
Per poter fare ciò il FAI ha bisogno di molti fondi che ricava principalmente da sponsorizzazioni, dalla vendita dei biglietti di ingresso e dalle donazioni relative al 5x1000

Il FAI si occupa quindi di dare concretezza all'articolo nove della Costituzione Italiana, che sancisce il compito della Repubblica di tutelare il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della nazione attraverso non solo opere di restauro e conservazione di numerosi monumenti ma anche progetti di educazione e sensibilizzazione con numerose istituzioni culturali.

Come disse Roberto Benigni nel suo commento all'articolo nove della Costituzione, il paesaggio italiano non è un paesaggio qualsiasi, ma è un paesaggio che sta negli occhi, nella mente e nell'anima di tutto il mondo. Per questo dobbiamo sempre tenere presente che maltrattando, trascurando e distruggendo il nostro paese, maltrattamo, trascuriamo e distruggiamo la nostra immagine migliore agli occhi delle altre nazioni e buttiamo via ciò che nelle più grandi opere teatrali, nei romanzi e nella pittura fu per molto tempo il nostro "personaggio".





Gloria Guglielmetti

mercoledì 3 aprile 2013

I Jamiroquai sbarcano al Collisioni Festival


In seguito al sold out della passata edizione, il Collisioni Festival di Barolo, sta svelando i primi artisti che comporranno il variopinto panorama dell’edizione 2013.
L’attesa era grande per il programma dell’evento, visti i personaggi che si sono alternati sul palco la scorsa estate, tra cui Bob Dylan, Patti Smith ed i nostrani Subsonica. Gli organizzatori l’hanno finora ben ripagata annunciando la già nota partecipazione di Elton John, ed ora anche quella dei Jamiroquai, i quali suoneranno  il 5 luglio, primo giorno del festival.
Per il gruppo britannico è un ritorno in Piemonte, dopo il concerto del 2 Aprile nel 2011 al Palaisozaki in occasione del loro Rock Dust Light Star Tour. Attivi da più di un ventennio, la band acid jazz è spesso ricordata per il suo carismatico ed inconfondibile frontman:  Jay Kay, noto per la sua passione per automobili sportive e per i cappelli esuberanti  che indossa durante i suoi live.


Con vent’anni di successi, più di venticinque milioni di copie vendute, e svariati Mtv Awards, oltre che un Grammy, la band famosa per le sonorità a metà tra il pop ed il jazz, è nota per riuscire ad offrire il meglio dal vivo, con l’utilizzo di numerosi strumenti e con la grande presenza scenica del cantante.
Dopo il successo con Emergency on Planet Earth nel 1993 e la consacrazione in tutto il mondo con Travelling Without Moving tre anni dopo, il gruppo proporrà al pubblico di Barolo, i suoi pezzi migliori, alternando passato e presente, per arrivare fino all’album che ha dato il nome al loro ultimo tour.
Jay Kay ringrazia in primis i fan per il supporto caloroso e continuo,inoltre scherza sul fatto che siano ormai passati vent’anni dal loro primo debutto, molti membri si sono alternati, alcuni hanno abbandonato il progetto ed altri si sono aggiunti, ma molto ancora attende gli amanti del genere e coloro che, ignari, scopriranno solo a luglio cosa si celi dietro al logo del Buffalo Man.

I Jamiroquai apriranno il Collisioni Festival con le loro sonorità sempre moderne ed attuali, per ulteriori informazioni si consiglia di collegarsi al sito ufficiale e nel frattempo sono state aperte le vendite per i biglietti del relativo concerto acquistabili sul circuito TicketOne.



Bruna Antiqueira Olanda