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domenica 6 aprile 2014

I MARZIANI SIAMO NOI

Di Elena Iula, Ilaria Pezzi, Elisa Sanna. 

Se uno dei più grandi dubbi esistenziali è la presenza di vita su Marte, dal 2023 avremo una certezza: sì.
Nel 2011 nasce Mars One, un progetto no-profit creato dal ricercatore olandese Bas Lansdorp che stabilirà un insediamento umano permanente sul Pianeta Rosso.
Sono più di 200.000 le persone in tutto il mondo che hanno presentato la loro candidatura attraverso un video di presentazione. La candidatura si è conclusa il 31 agosto 2013. Il progetto prevede la  messa in onda di un reality show in stile "Grande Fratello" che  servirà soprattutto a coprire i costi della missione (6 miliardi di dollari) e che permetterà al pubblico di scegliere chi dovrà partire.
Ogni candidato verrà selezionato in base alla propria “adattabilità, curiosità, capacità di fidarsi e creatività”.
Coloro che verranno scelti dovranno sottoporsi a otto anni di allenamento che prevederanno test psicologici e periodi di isolamento. Per riprodurre la vita che condurranno su Marte vivranno prima in un modulo abitativo nel deserto dell'Utah, un ambiente desolato simile a quello marziano, poi simuleranno una missione di 12 mesi nel gelo del Canada Settentrionale; dovranno acquisire capacità tecniche, utili per la manutenzione degli strumenti, capacità mediche, per poter affrontare eventuali problemi di salute, e imparare a convivere con altre persone in poco spazio. Ma soprattutto dovranno dire per sempre addio alla Terra. 
Il progetto infatti prevede un viaggio di sola andata che durerà ben sette mesi, in un'astronave  in cui si dovrà mangiare cibo liofilizzato,  pulirsi con salviettine umidificate e convivere in uno spazio molto ristretto con altre tre persone, e dopo l'atterraggio non ci sarà la possibilità di ritornare, perché per ora non ci sono le competenze tecniche necessarie per un decollo dalla superficie marziana.
Le capsule in cui vivranno i coloni

Una volta atterrati gli astronauti vivranno in capsule di 50metri quadri per persona, con camera da letto, soggiorno e una zona in cui poter coltivare il cibo. Potranno fare la doccia ed indossare abiti comuni. 
La posizione dell'insediamento è stata scelta in base alla vicinanza con una fonte di acqua ghiacciata, quindi non sarà difficile avere a disposizione acqua per bere e lavarsi, il suolo marziano ha inoltre fonti naturali di azoto, l'elemento che costituisce l'80% dell'aria che respiriamo, mentre l'ossigeno sarà 
generato tramite elettrolisi. L'energia necessaria sarà fornita attraverso pannelli solari.
Nel 2016 verrà inviata una sonda contenente 2500 kg tra ricambi, pannelli fotovoltaici e generi alimentari e il primo satellite per le comunicazioni con la Terra, ma i coloni dovranno munirsi di pazienza perché la comunicazione via radio prevederà un ritardo di 20 minuti. 
Per camminare sul suolo marziano dovranno indossare speciali tute dal peso di 45 Kg che li proteggeranno dalle radiazioni solari e dalle temperature che si aggirano dai -130 C° ai 35 C°, inoltre l'atmosfera di  Marte è il 38% di quella terrestre, quindi i coloni potrebbero riscontrare stress meccanico alle articolazioni e anche modificazioni a livello osseo-muscolare.
Ma se pensate che vadano su Marte per lasciarsi alle spalle ogni stress lavorativo della Terra vi sbagliate: in breve tempo i coloni dovranno essere in grado di trovare nuovi materiali da utilizzare per la costruzione di nuove abitazioni.

 Nel 2023 verrà inviato il primo equipaggio di 4 persone e ogni due anni verrà inviato un nuovo equipaggio, si prevede così di raggiungere un numero di 20 individui entro il 2033.
Come ogni progetto però, anche Mars One ha i suoi 'contro': oltre all'inesistente possibilità di poter far ritorno a casa, vi è anche il rischio delle radiazioni spaziali, ma riguardo a questo problema Lansdorp assicura che non vi sono reali pericoli.
Un altro fattore da non sottovalutare è la convivenza forzata che i coloni dovranno subire con persone di etnie, culture e abitudini diverse dalle proprie.
Come ultima cosa, ma non meno importante, vi è poi la probabilità sopravvivenza dei coloni durante il viaggio, stimata dalla critica a meno del 20%. Il ricercatore olandese comunque non sembra preoccupato di questi pericoli e garantisce la massima sicurezza.

Nel 1969 Neil Armstrong metteva il primo piede sulla Luna, nel 2023 non  si tratterà solo di toccare il suolo marziano ma di viverci per sempre. 


                                         Video ufficiale di presentazione del progetto

                  

Link pagina Mars One http://www.mars-one.com/
Link candidature italiane https://community.mars-one.com/screen_name/ALL/18/82/IT/ALL/5|6/ALL


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