Dopo l'appurata impossibilità di formare un nuovo governo, Giorgio Napolitano ha deciso di conferire una carica a dieci "saggi" per provare a tracciare un dialogo tra i partiti. Il Presidente della Repubblica ha definito la lista dei componenti che andranno a formare le due commissioni di lavoro parlamentari. I due team di saggi si riuniranno nel corso della settimana stabilendo i primi contatti con i presidenti di tutti i partiti. L'incarico assegnato dal Capo dello Stato, come si legge nel comunicato diffuso dal Quirinale, prevede che le due commissioni elaborino in accordo con le forze politiche proposte programmatiche in materia istituzionale e in materia economico-sociale ed europea.
"I saggi lavoreranno tra gli otto e i dieci giorni. La durata temporale dei gruppi di lavoro è segnata intanto dal fatto che sono gruppi che ho preso l'iniziativa di creare, avendo io stesso un tempo segnato, come tutti sanno, e non pensando che siano gruppi di lavoro che scavalchino il tempo della mia presidenza". Lo dice Napolitano riferendosi al primo incontro dei due gruppi di saggi al Quirinale. "Per essere utili", ha precisato Napolitano, "il tempo giusto è tra otto e dieci giorni".
"Al momento è la migliore soluzione possibile in un Paese che ha visto parlamentari svuotati di ogni autorità e significato". Così il sito di Beppe Grillo commenta la soluzione individuata dal Capo dello Stato.
"L'operazione dei saggi ha una senso solos di coerenza con il nostro ordinamenti generale se nello spazio di sette-dieci giorni massimo gli esperti ci danno le tracce di un programma condivisibile dalle forze politiche". Lo sostiene Cicchitto (PDL) in una nota.
Anche il PD si mostra scettico. L'ex capogruppo alla camera, Dario Franceschini, parla di "soluzione utile, che può aiutare, ma che non può essere sostitutiva del luogo in cui certe decisioni si devono prendere, ovvero il Parlamento, né mi pare una soluzione risolutiva".
Le polemiche del Lunedì in Albis sulla scelta dei saggi, comunque, non fermano le commissioni dei dieci esperti volute da Napolitano, i cui lavori sono già iniziati.
Daniele Gravina
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venerdì 5 aprile 2013
RIMASTA SENZA LAVORO, FARA' IL GIRO DEL MONDO A CACCIA DEL GUINNES
Paola Gianotti, eporediese, partirà a ottobre in bicicletta per una follia on the road. L’obiettivo: attraversare cinque continenti, 22 paesi e 30 mila chilometri, per battere il record della greca Giuliana Buhringi, unica donna a completare l’impresa.
Disoccupata dopo la chiusura della sua azienda travolta dalla crisi, Paola non si è di certo lasciata sopraffare dallo sconforto. "Ora o mai più" ha pensato, si è rimboccata le maniche e ha cominciato a pianificare l'incredibile avventura che sta per affrontare, ribattezzata «Keep Brave» («Tieni duro»).
Un urlo d’incoraggiamento, non solo verso se stessa: «La mia missione è dimostrare che tutti ce la possiamo fare, basta volerlo. E’ un messaggio rivolto a tutti i giovani in difficoltà come me a causa della crisi: non mollate mai, in una impresa sportiva come questa ma anche, in generale, nella vita. È una paura che affronto e affronterò quotidianamente quella di non riuscire a farcela, come quella della solitudine, nonostante la presenza del mio team a fine giornata. Proprio per questo motivo ho un 60% di preparazione atletica ed un 40% di preparazione mentale. Lavoro sull'energia motivazionale e imparo meditazione per aumentare la mia soglia del dolore. Non ci si può svegliare una mattina e decidere di fare il giro del mondo in bici, devi essere preparato alla perfezione».
Le tappe del giro del mondo saranno quotidianamente aggiornate su facebook. (https://www.facebook.com/pages/Keep-Brave-Paola-Gianotti/542569102434855?fref=ts). Grazie al Gps sarà possibile seguire in tempo reale il percorso di Paola. «Voglio coinvolgere il maggior numero di persone e sentire il tifo per avere una spinta in più. Cercherò di interagire con loro attraverso il web», spiega Paola. La paura più grande, confessa, è la solitudine: «Pedalare 9-10 ore al giorno può diventare alienante. E lo sconforto è sempre in agguato».
Tutto eporediese lo staff organizzativo e di promozione che la seguirà: sono infatti due società di Ivrea a curarne la comunicazione e l’ufficio stampa: lo Studio Comet e l’agenzia B2Com.
Tutto è programmato e deciso: si parte il 12 ottobre. Itinerario: costa sud della Francia e poi la Spagna fino a Lisbona, per poi volare negli Stati Uniti (coast to coast New York - Seattle e poi California). E poi ancora, verso la Nuova Zelanda e la costa sud dell'Australia, da dove volerà fino in Vietnam, attraversandolo tutto, e poi la Thailandia e la costa sud dell'India e ancora l’Oman e il Sudafrica.
'Amo i viaggi zaino in spalle dove ho la possibilità di entrare in contatto con culture diverse vivendo per brevi periodi con persone del luogo e immergendomi completamente in realtà nuove e affascinanti. La mia passione per la montagna mi porta a praticare lo sci alpinismo d’inverno e l’arrampicata sportiva d’estate. Da sempre credo fermamente che lo sport sia un momento di crescita e formazione personale oltre che una sfida dei propri limiti. Per questo mi piace pianificare gare di triathlon o escursioni in montagna, perchè rappresentano il raggiungimento di un obiettivo dopo molti mesi di allenamento. Sono appassionata di fotografia, non come forma d’arte estetica ma come rappresentazione di quello che succede nel mondo e come racconto di situazioni che spesso non vengono riportate' scrive sul suo blog su lnkedln. http://it.linkedin.com/pub/paola-gianotti/19/686/221
Sono addirittura stati conclusi accordi con la Cinelli di Milano, che sta producendo un telaio appositamente per Paola Gianotti, e con Bicisport di Ivrea, concessionario ufficiale Specialized, per il supporto tecnico.
Beatrice Robba
Disoccupata dopo la chiusura della sua azienda travolta dalla crisi, Paola non si è di certo lasciata sopraffare dallo sconforto. "Ora o mai più" ha pensato, si è rimboccata le maniche e ha cominciato a pianificare l'incredibile avventura che sta per affrontare, ribattezzata «Keep Brave» («Tieni duro»).Un urlo d’incoraggiamento, non solo verso se stessa: «La mia missione è dimostrare che tutti ce la possiamo fare, basta volerlo. E’ un messaggio rivolto a tutti i giovani in difficoltà come me a causa della crisi: non mollate mai, in una impresa sportiva come questa ma anche, in generale, nella vita. È una paura che affronto e affronterò quotidianamente quella di non riuscire a farcela, come quella della solitudine, nonostante la presenza del mio team a fine giornata. Proprio per questo motivo ho un 60% di preparazione atletica ed un 40% di preparazione mentale. Lavoro sull'energia motivazionale e imparo meditazione per aumentare la mia soglia del dolore. Non ci si può svegliare una mattina e decidere di fare il giro del mondo in bici, devi essere preparato alla perfezione».
Le tappe del giro del mondo saranno quotidianamente aggiornate su facebook. (https://www.facebook.com/pages/Keep-Brave-Paola-Gianotti/542569102434855?fref=ts). Grazie al Gps sarà possibile seguire in tempo reale il percorso di Paola. «Voglio coinvolgere il maggior numero di persone e sentire il tifo per avere una spinta in più. Cercherò di interagire con loro attraverso il web», spiega Paola. La paura più grande, confessa, è la solitudine: «Pedalare 9-10 ore al giorno può diventare alienante. E lo sconforto è sempre in agguato».
Tutto eporediese lo staff organizzativo e di promozione che la seguirà: sono infatti due società di Ivrea a curarne la comunicazione e l’ufficio stampa: lo Studio Comet e l’agenzia B2Com.
Tutto è programmato e deciso: si parte il 12 ottobre. Itinerario: costa sud della Francia e poi la Spagna fino a Lisbona, per poi volare negli Stati Uniti (coast to coast New York - Seattle e poi California). E poi ancora, verso la Nuova Zelanda e la costa sud dell'Australia, da dove volerà fino in Vietnam, attraversandolo tutto, e poi la Thailandia e la costa sud dell'India e ancora l’Oman e il Sudafrica.
'Amo i viaggi zaino in spalle dove ho la possibilità di entrare in contatto con culture diverse vivendo per brevi periodi con persone del luogo e immergendomi completamente in realtà nuove e affascinanti. La mia passione per la montagna mi porta a praticare lo sci alpinismo d’inverno e l’arrampicata sportiva d’estate. Da sempre credo fermamente che lo sport sia un momento di crescita e formazione personale oltre che una sfida dei propri limiti. Per questo mi piace pianificare gare di triathlon o escursioni in montagna, perchè rappresentano il raggiungimento di un obiettivo dopo molti mesi di allenamento. Sono appassionata di fotografia, non come forma d’arte estetica ma come rappresentazione di quello che succede nel mondo e come racconto di situazioni che spesso non vengono riportate' scrive sul suo blog su lnkedln. http://it.linkedin.com/pub/paola-gianotti/19/686/221
Sono addirittura stati conclusi accordi con la Cinelli di Milano, che sta producendo un telaio appositamente per Paola Gianotti, e con Bicisport di Ivrea, concessionario ufficiale Specialized, per il supporto tecnico.
Beatrice Robba
Riflessioni sul viaggio
Voglio viaggiare, andare lontano,
visitare luoghi magici, incantati, incontrare persone che vale davvero la pena
di conoscere, scrivere le mie avventure, scolpire il mio nome nel tempo, bere
dal proverbiale calice dell'immortalità.
Questo è videogiocare: mettersi un
paio di scarpe e correre via, iniziare un viaggio, ma un viaggio della mente,
dell'anima, perché chi viaggia senza imparare nulla, semplicemente non viaggia
ma si sposta. Saper viaggiare è un dono di pochi, come saper apprezzare la
musica e l'arte e non è da tutti saper viodeogiocare.
Il videogioco così come il viaggio
è un semplice fine, perchè chi lo vede come uno scopo non viaggia, come già
detto si sposta solo, si trascina. IL viaggio è fine a se stesso, perchè non
importa cosa si trova alla fine della corse, l'importante è correre e cosa si
prova mentre si corre, vivere quel momento.Il vero viaggiatore non parte col
desiderio di arrivare alla meta, ma con la consapevolezza che un giorno tornerà
a casa.
E' questo il senso del videogioco:
partire, estraniarsi dal mondo e poi ritornare, ricordando le terre viste, le
persone incontrate e le esperienze vissute, perchè ogni cosa nel nostro ricordo
è più bella. Il videogioco ci ricorda la caratteristica principale che non solo
accomuna ogni videogioco, ma ogni canzone, libro, ogni viaggio e anche il
nostro che, come queste poche parole, è destinato a finire.
Ivan Sosso
Voglio un BarCraft sotto casa
Mi
sono stancato del calcio. Vorrei vivere in Korea. Almeno lì, la domenica,
potrei guardare al bar le partite di Starcraft invece che i soliti undici che
corrono dietro ad un pallone. "O tempores, O mores!" vedo già un
burbero Cicerone rincorrermi per casa con una scopa, ma mentre lui parla, io
vado al bar, stasera c'è la finale degli IPL...Ah già, io vivo in Italia, solo
Champions League. Pazienza, almeno ci sono canali Yotube come quelli di
Vasacast che si dedicano completamente a questo genere di eSports.
Ivan Sosso
Paola Gianotti, eporediese, partirà a ottobre in bicicletta per una follia on the road. L’obiettivo: attraversare cinque continenti, 22 paesi e 30 mila chilometri, per battere il record della greca Giuliana Buhringi, unica donna a completare l’impresa.
Disoccupata dopo la chiusura della sua azienda travolta dalla crisi, Paola non si è di certo lasciata sopraffare dallo sconforto. "Ora o mai più" ha pensato, si è rimboccata le maniche e ha cominciato a pianificare l'incredibile avventura che sta per affrontare, ribattezzata «Keep Brave» («Tieni duro»).
Un urlo d’incoraggiamento, non solo verso se stessa: «La mia missione è dimostrare che tutti ce la possiamo fare, basta volerlo. E’ un messaggio rivolto a tutti i giovani in difficoltà come me a causa della crisi: non mollate mai, in una impresa sportiva come questa ma anche, in generale, nella vita. È una paura che affronto e affronterò quotidianamente quella di non riuscire a farcela, come quella della solitudine, nonostante la presenza del mio team a fine giornata. Proprio per questo motivo ho un 60% di preparazione atletica ed un 40% di preparazione mentale. Lavoro sull'energia motivazionale e imparo meditazione per aumentare la mia soglia del dolore. Non ci si può svegliare una mattina e decidere di fare il giro del mondo in bici, devi essere preparato alla perfezione».
Le tappe del giro del mondo saranno quotidianamente aggiornate qui su facebook. Grazie al Gps sarà possibile seguire in tempo reale il percorso di Paola. «Voglio coinvolgere il maggior numero di persone e sentire il tifo per avere una spinta in più. Cercherò di interagire con loro attraverso il web», spiega Paola. La paura più grande, confessa, è la solitudine: «Pedalare 9-10 ore al giorno può diventare alienante. E lo sconforto è sempre in agguato».
Tutto eporediese lo staff organizzativo e di promozione che la seguirà: sono infatti due società di Ivrea a curarne la comunicazione e l’ufficio stampa: lo Studio Comet e l’agenzia B2Com.
Tutto è programmato e deciso: si parte il 12 ottobre. Itinerario: costa sud della Francia e poi la Spagna fino a Lisbona, per poi volare negli Stati Uniti (coast to coast New York - Seattle e poi California). E poi ancora, verso la Nuova Zelanda e la costa sud dell'Australia, da dove volerà fino in Vietnam, attraversandolo tutto, e poi la Thailandia e la costa sud dell'India e ancora l’Oman e il Sudafrica.
'Amo i viaggi zaino in spalle dove ho la possibilità di entrare in contatto con culture diverse vivendo per brevi periodi con persone del luogo e immergendomi completamente in realtà nuove e affascinanti. La mia passione per la montagna mi porta a praticare lo sci alpinismo d’inverno e l’arrampicata sportiva d’estate. Da sempre credo fermamente che lo sport sia un momento di crescita e formazione personale oltre che una sfida dei propri limiti. Per questo mi piace pianificare gare di triathlon o escursioni in montagna, perchè rappresentano il raggiungimento di un obiettivo dopo molti mesi di allenamento. Sono appassionata di fotografia, non come forma d’arte estetica ma come rappresentazione di quello che succede nel mondo e come racconto di situazioni che spesso non vengono riportate' scrive qui sul suo blog di LinkedIn.
Sono addirittura stati conclusi accordi con la Cinelli di Milano, che sta producendo un telaio appositamente per Paola Gianotti, e con Bicisport di Ivrea, concessionario ufficiale Specialized, per il supporto tecnico.
Beatrice Robba
Duplice tragedia nella domenica di pasqua: 4 coinvolti di cui 2 sopravvissuti.
Due tragedie
si sono consumate oggi a 2000 m sulla conca dell’ alpe Devero e in val Formazza,
estrema propaggine del Piemonte settentrionale. Il primo, il trentanovenne Marco
Cozzi di Magenta travolto da una
gigantesca valanga, era dotato del sistema di localizzazione Arva, un congegno
ricetrasmittente che ha permesso ai soccorsi di localizzare la vittima, ma il
disseppellimento è avvenuto due ore dopo a causa delle gravi condizioni meteo. L’
uomo ha riportato una profonda frattura al femore e durante il trasporto a valle è andato in arresto cardiaco. I
soccorritori dopo estenuanti tentativi sono riusciti a rianimarlo e a portarlo
all’ ospedale di Berna, in Svizzera, dove è deceduto alcune ore dopo .
La seconda tragedia è avvenuta in val Formazza vicino al lago di Morasco coinvolgendo il ventiseienne Gilberto Bazzoni di Roncone, in provincia di Trento. La vittima al momento della tragedia si trovava con due amici che fortunatamente sono riusciti a salvarsi. Essendo sprovvisto del sistema di localizzazione Arva (http://it.wikipedia.org/wiki/Apparecchio_di_ricerca_in_valanga) i soccorritori non sono potuti arrivare in tempo per salvarlo; inoltre le disastrose condizioni meteo hanno permesso il recupero dell’ uomo soltanto due ore dopo l’accaduto. Queste sono le ennesime tragedie avvenute in montagna durante le vacanze, quando l’ afflusso di persone è più elevato; tragedie causate da individui disattenti che, non prestando attenzione alle condizioni meteo e ai servizi di informazione forniti in tempo reale dagli enti locali sulle valanghe(http://www.regione.piemonte.it/meteo/previs/dwd2/bollettino_valanghe.pdf), vanno in zone pericolose a scapito degli altri e di loro stessi.
Matteo Genta
L'annuncio e il trailer di Battlefield 4
In
un momento in cui anche il mercato videoludico sta affrontando una crisi
profonda (dettata più dal fatto che le idee cominciano a scarseggiare come la
passione di creare qualcosa di nuovo per i videogiocatori, che portano alla
scelta di non sborsare più sessanta euro al lancio per la solita
commercialata), i ragazzi di DICE, il colosso che ha portato in luce la saga
del "campo di battaglia" più famoso tra i gamer, mostrano il nuovo
trailer di Battlefield 4 la cui uscita è prevista per la primavera dell'anno
prossimo probabilmente già su console next-gen.
![]() |
| Screenshot del trailer |
Che
dire, sicuramente le immagini che si sono viste sono di altissimo livello sia
dal punto di vista grafico che...Diciamo solo dal punto di vista grafico:
infatti è indubitabile che le immagini proiettate sul maxischermo del cinema
Metreon di San Francisco mi abbiano lasciato a bocca aperta, ma mi sembra che
dopo lo pseudo-successo del capitolo precedente la compagnia si sia un po'
seduta sugli allori. Non mi bastano una grafica super pompata, che darà il
meglio sicuramente su pc, dato che non si sa ancora come risponderà l'hardware
delle nuove console al motore Frtostbite 3, e il fatto che ora nel single
player si possono comandare le unità gestite dal computer.
Sono
state abituato a grandi innovazioni, che secondo me hanno fatto grande
l'azienda Svedese e l'hanno portata ad elevarsi in un settore che come detto
sta affrontando una crisi dettata dal fatto che le idee non sono più brillanti
come un tempo e si deve venire incontro ai rammolliti che si sono approcciati
solo ora al gaming che non sono in grado di sostenere una difficoltà che si
posso definire tale.
Mi
rendo conto d'altro canto che il mio spirito critico è altissimo, ed è molto
difficile soddisfare i miei gusti, non si può certamente giudicare un titolo
che neanche ha ancora viso gli scaffali solo dal trailer, ma se quest'ultimo
deve spingermi a comprare un gioco al lancio, devo confessarvi che su di me non
ha avuto effetto.
Ivan Sosso
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