"Dave ha appena annunciato il suo ritiro nel 2015 #muchloveDave".
Ecco il tweet pubblicato il 3 Aprile 2014 da Mike Mills, ex bassista dei
Rem e musicista dello show relevisivo più amato d'America: il "Late
Show". Dopo 32 anni di brillante carriera come conduttore televisivo,
David Letterman ha reso nota la sua intenzione di ritirarsi dal piccolo
schermo. La notizia, subito confermata dalla Cbs e poi dallo stesso
Letterman, ha sorpreso milioni di fan in tutto il mondo.
All'età
di 66 anni è forse uno dei più simpatici "show-man" ad aver ospitato
nel suo celebre studio televisivo di New York esponenti del mondo dello
spettacolo e della politicadel calibro di Madonna, Bono, Bush, Barak e
Michelle Obama e il nostro amato Roberto Benigni.
La sua
graffiante e mordace comicità, per la quale prende spunto dal famoso
Jhonny Carson e per questo considerato suo erede, ha fatto arrossire
tutti coloro che hanno avuto il privilegio di sedersi accanto a lui. La
sua carriera ha inizio nel 1980, quando la Nbc gli offre l'opportunità
di condurre uno show tutto suo cercando di tenere testa al rivale Jay
Leno, che negli stesssi anni aveva soffiato a Letterman il posto al
"Tonight Show". Lo stesso Jay Leno ha dichiarato il 6 Febbraio scorso di
aver intenzione di ritirarsi dal mondo dello spettacolo. Mentre è già
stato deciso che a prendere il posto di quest'ultimo sarà il più giovane
Jimmy Fallon, nulla ancora si sa del possibile sostituto di David
Letterman.
Passato alla Cbs nel 1993, il "Late Show" ha visto
crescere in modo sorprendente gli ascolti e la carriera del noto
presentatore è stata segnata da eventi memorabili. Uno tra i più
importanti è stato sicuramente il discorso tenuto durante la prima
programmazione andata in onda a seguito degli attacchi dell'11 Settembre
2001. Letterman ha invitato gli americani a rivolgere il loro pensiero
alle 5mila vittime, uomini e donne comuni che hanno trovato la morte in
quello che doveva essere un ordinario lunedì mattina. Con commoventi
parole ha poi reso omaggio alle operazioni di soccorso di vigili del
fuoco e agenti di polizia, elogiando il coraggio mostrato dal sinadco
Giuliani nell'affrontare la tragedia.
Nel 2012 è stato insignito
del Kennedy Center Honors dal prsidente Obama come una delle personalità
più influenti della storia della tv.
L'America si prepara dunque a
salutare un brillante conduttore tv che ha ricevuto ben 50 nomination
agli Emmy Awards, che ha portato allegria in milioni di case ed è stato
vicino alla sua Nazione anche nei momenti più difficili.
Ebbene sì, l'inverno del 2014 ha fatto ubriacare Sant'Antonio. O meglio, una sua catena! Tra i giovani di tutte le età si è propagata la "neknomination", un gioco che consinste nello sfidare una persona a bere alcolici a scelta dopo essere stati nominati da altre persone.
Ma, come ben si sa, un bel gioco dura poco. Già due ragazzi irlandesi, Johnny Bryne (19 anni) e Ross Cummins (22 anni), hanno perso la vita meno di tre mesi fa. Figlio beve tre bottiglie "per gioco", madre disperata pubblica foto su Facebook
„In Inghilterra invece Nikki Hunter, tornata a casa dopo la giornata lavorativa, ha trovato il giovane figlio Figlio beve tre bottiglie "per gioco", madre disperata pubblica foto su Facebook
„Keiren
in condizioni così disastrose da crederlo già morto. Il ragazzo aveva appena girato il video dove beveva quasi tre bottiglie di diversi superalcolici, sfiorando il coma etilico. Nikki disperata ha deciso di fotografare il figlio e di pubblicare su Facebook un appello a tutti i giovaniche sono stati "nominati".
“
Per fortuna è partita prontamente una vera e propria manifestazione di protesta, prima attraverso il web e poi anche tramite i canali radio. Per interrompere questa folle catena, i ragazzi di tutto il mondo hanno iniziato a pubblicare passi significativi di libri letti -utilizzando lo stesso procedimento della "catena"- e allo stesso modo hanno fatto gli speakers radiofonici, sfidando i propri colleghi a cimentarsi in diretta nelle canzoni del cantautore italiano Nek. Meno male che hai provveduto tu, Sant'Antonio!
Ask.fm è un servizio di rete sociale basato su un'interazione "domanda-risposta", in uso dal 16 giugno 2010 grazie a KlavesSinka. Lo scopo del sito è quello di scrivere domande sul profilo degli altri membri, potendo anche scegliere di mantenere l'anonimato: è possibile scrivere le domande in forma anonima sulla bacheca degli altri utenti e seguire i propri amici senza che loro lo sappiano. Per rispondere alle domande è però necessario registrarsi al sito e per farlo é necessario aver raggiunto almeno l'etá di tredici anni.
Nel 2013 questo social network ha contato più di sessanta milioni di utenti registrati, di cui 13,2 milioni sono frequentatori quotidiani. Nello stesso anno arriva come applicazione all'interno dell'App Store e nel Play Store per i dispositivi Android, facendo ulteriormente il numero di iscritti. I paesi con più utenti registrati sul sito sono in ordine: Italia, Brasile, Stati Uniti e Turchia. L'utilizzo del sito consiste nel poter porre e rispondere a delle domande personali che gli utenti si scambiano fra loro, dopo essersi iscritti utilizzando i propri dati di Facebook o di Twitter. Dopo aver risposto ad una domanda, l'interessato può decidere di rendere visibile la risposta sulla bacheca del proprio profilo oppure no. Ask é molto apprezzato, soprattutto dai giovani, perché permette di interagire con altre persone, ma molto spesso il suo uso non corretto provoca dei danni.
L'attenzione si è rivolta soprattutto sul cyberbullismoall'interno del sito. Molto spesso gli utenti finiscono per scambiarsi insulti e porsi domande offensive, che in alcuni casi hanno addirittura portato giovani ragazzi al suicidio. Per questo motivo Ask ha piú volte ricevuto delle accuse, contro cui si é difeso affermando che esso possiede una "funzione di reporting". Perciò questo sito, e con lui molti altri, avrebbe forse bisogno di maggiore controllo per poter essere utilizzato in modo più corretto e privo di alti rischi.
Il "Virtual Style Pod":un sogno al femminile
di Aurora Parvis
Il sogno di ogni donna? Semplice! Fare shopping evitando la confusione dei negozi, le file alla cassa ecc. Questo sogno è stato realizzato con l'invenzione dello shopping on-line. Tuttavia, nonostante la comodità di questa nuova tendenza, persiste una domanda: "Come possiamo sapere se ciò che abbiamo acquistato on-line ci starà bene ?" La risposta è giunta dalla fiera Innovation Lounge di Londra. Si tratta infatti del progetto di un software fatto da Engage con Space3D, in collaborazione con Avantgarde Middle East, il suo nome è "Virtual Style Pod " .Questo software permette di guardare come calzano i vestiti scelti ma senza doverli provare. Infatti basta posizionarsi davanti allo specchio ,selezionare un vestito e grazie ad appositi sensori che elaborano le forme, in brevissimo tempo viene proiettata la propria immagine con gli abiti scelti addosso. Per ora questo strumento è una prerogativa di pochi negozi esclusivi degli Emirati Arabi, ma presto potrebbe diffondersi anche nel resto del mondo, rendendo così felici molte altre donne, e magari anche qualche uomo.
"BEN TORNATA". Questa è la scritta stampata su ogni foglio che tutti i fans in platea hanno alzato in aria il 4 aprile 2014 all'interno del Pala Olimpico di Torino per accogliere la cantante salentina Alessandra Amoroso. Un sincero 'ben tornata' perché il pubblico dell'Amoroso non assisteva a un suo concerto dal 2011, con il tour 'Il Mondo In Un Secondo'. Alessandra infatti torna in Italia dopo aver trascorso un periodo a New York per studiare Gospel e migliorare il suo inglese in un college americano. La scaletta conteneva i brani del suo ultimo album 'Amore Puro', registrato tra Milano e Los Angeles, con la produzione artistica di Michele Canova e di Tiziano Ferro, che ha ottenuto il
disco di platino dopo solo due mesi dalla sua uscita, ma anche alcuni dei suoi successi
precedenti. Il tutto con alle spalle una scenografia esplosiva, con un maxischermo su cui lampeggiava una 'A' rossa. I fans si scatenano alle prime note di 'Amore Puro' (canzone scritta da Tiziano Ferro), ma a scatenarsi è anche Sandrina che con una gonna lunga a righe bianche e nere sorride e apre le braccia a tutto il suo pubblico.
Il Pala Olimpico gremito di gente per il concerto sold out
Ma il suo fanclub o come lo chiama lei, Big Family, non si è fermato qui con le sorprese, alla fine della terza canzone 'Non devi perdermi' (canzone scritta da Biagio Antonacci) ha alzato dei palloncini rossi dalla platea con sopra scritto 'mai' per completare la frase della canzone, mentre le due sezioni laterali e la parte centrale hanno usato sparacoriandoli che hanno colorato l'intero Pala Olimpico. Balla, canta e gira tra la sua band la giovane cantante e a metà concerto viene proiettato un video realizzato dal suo migliore amico che mostra la mamma, momenti con i suoi amici e la sua città, Galatina, proprio mentre canta 'Da casa mia', dedicata alla sua terra che, come dice lei, le manca molto.
L'energia sprigionata da Alessandra era così coinvolgente che tutta la platea nelle ultime due canzoni ha lasciato la propria sedia per andare sotto il palco a cantare a pochi metri da lei, toccandole le mani e facendole foto e la cantante, seguendo l'attuale moda della 'Selfie Mania', con il cellulare di una sua fan, ha ripreso se stessa e tutto il pubblico. Il concerto si è concluso con il suo primo inedito 'Immobile', che ha fatto innamorare la gente della sua voce calda ed emozionante quando era ancora una giovane aspirante cantante della scuola di 'Amici' di Maria De Filippi. Ha ringraziato tutti i collaboratori, la band, gli amici, le coriste e infine il suo pubblico perché, come dice lei, ha reso la sua vita speciale!
L'apertura del concerto con la canzone "Amore Puro"
Le ultime indagini svolte dall'Unesco su Pompei hanno individuato gravi problemi per il sito
patrimonio mondiale dell’Umanità, quali danni strutturali agli edifici,
atti di vandalismo e mancanza di personale qualificato.
Uno dei crolli delle mura di Pompei
Il Direttore Generale dell’Unesco per la Cultura, Francesco Bandarin, dichiara al periodico online The Art Newspaper:
«Lo stato di conservazione è un problema, a causa della mancanza di
manutenzione di strutture molto fragili. E i servizi per i visitatori
hanno bisogno di un drastico miglioramento.»
Tre episodi significativi sono stati il crollo di una colonna nella casa di Loreio Tiburtino, quello della Schola
Armaturarum, altrimenti definita Casa dei Gladiatori e quello recente di una porzione della muratura del Tempio di Venere.
A ciò si aggiunge il blocco delle assunzioni, il sito è a corto di personale qualificato, ci sono infatti pochissimi addetti alla manutenzione e sono solo 23 le guardie presenti, e il problema degli appalti a ribasso, che portano a lavori di ristrutturazione di basso livello. E per ultimo, ma non per importanza, vi è l'infiltrazione della Camorra nei lavori di restaurazione. Ed è qui che scende in campo il popolo, anzi, per l'esattezza una ragazza di 16 anni, Laura Noviello. La sua storia è come quella di tanti altri suoi coetanei che marinando la scuola (o come si dice a Napoli, "facendo filone"), si nascondono tra le rovine di Pompei, dove non possono essere visti da occhi indiscreti. La giovane campana così facendo si è innamorata delle mura e degli affreschi di questa città così ricca di storia e ha deciso di organizzare un evento finalizzato a sensibilizzare lo Stato italiano sui problemi relativi a Pompei. Nasce così "Stringiamoci per Pompei". Il 4 maggio 2014 alle 10:30 tutti coloro che vogliono aderire all'iniziativa creeranno una catena umana che avvolgerà le mura di Pompei in un abbraccio. E dove può nascere l'iniziativa di un'adolescente se non su Facebook?
"Abbracciare Pompei vuol dire ristabilire il patto d'amore che dovremmo stringere
col nostro territorio e le sue inestimabili ricchezze. Pompei è il
simbolo del nostro territorio, delle nostre ricchezze che vediamo
morire, inermi, sotto i colpi della gestione italiana a dir poco
criminale. Non aspettiamo di dover, un giorno, piangere sulle sue macerie. Salviamo Pompei.Il 4 maggio noi ci saremo e ti aspettiamo, perché Pompei siamo noi"
E' questo il grido che Laura rivolge a tutti coloro che come lei vogliono salvare la bellezza di questo patrimonio unico al mondo. Le adesioni sull'evento creato su Facebook aumentano di giorno in giorno e ci si augura che il 4 maggio diventi una data memorabile per Pompei.
Se uno dei più grandi dubbi esistenziali è la presenza di vita su Marte, dal 2023 avremo una certezza: sì.
Nel
2011 nasce Mars One, un progetto no-profit creato dal ricercatore
olandese Bas Lansdorp che stabilirà un insediamento umano permanente sul
Pianeta Rosso.
Sono più di 200.000 le persone in tutto il mondo che hanno presentato la loro candidatura attraverso un video di
presentazione. La candidatura si è conclusa il 31 agosto 2013. Il
progetto prevede la messa in onda di un reality show in stile "Grande
Fratello" che servirà soprattutto a coprire i costi della missione (6 miliardi di dollari) e che permetterà al pubblico di scegliere chi dovrà partire.
Ogni candidato verrà selezionato in base alla propria “adattabilità, curiosità, capacità di fidarsi e creatività”.
Coloro
che verranno scelti dovranno sottoporsi a otto anni
di allenamento che prevederanno test psicologici e periodi di
isolamento. Per riprodurre la vita che condurranno su Marte vivranno prima in un modulo abitativo nel deserto dell'Utah, un ambiente
desolato simile a quello marziano, poi simuleranno una missione di 12 mesi
nel gelo del Canada Settentrionale; dovranno acquisire capacità
tecniche, utili per la manutenzione degli strumenti, capacità mediche,
per poter affrontare eventuali problemi di salute, e imparare a convivere
con altre persone in poco spazio. Ma soprattutto dovranno dire per
sempre addio alla Terra.
Il progetto infatti prevede un viaggio di sola
andata che durerà ben sette mesi, in un'astronave in cui si dovrà mangiare cibo liofilizzato, pulirsi con salviettine umidificate e convivere in uno spazio molto ristretto con altre tre persone, e dopo l'atterraggio non ci sarà la
possibilità di ritornare, perché per ora non ci sono le competenze
tecniche necessarie per un decollo dalla superficie marziana.
Le capsule in cui vivranno i coloni
Una
volta atterrati gli astronauti vivranno in capsule di 50metri quadri
per persona, con camera da letto, soggiorno e una zona in cui poter
coltivare il cibo. Potranno fare la doccia ed indossare abiti comuni.
La
posizione dell'insediamento è stata scelta in base alla vicinanza con
una fonte di acqua ghiacciata, quindi non sarà difficile avere a
disposizione acqua per bere e lavarsi, il suolo marziano ha inoltre
fonti naturali di azoto, l'elemento che costituisce l'80% dell'aria che
respiriamo, mentre l'ossigeno sarà
generato tramite elettrolisi.
L'energia necessaria sarà fornita attraverso pannelli solari.
Nel 2016 verrà inviata una sonda contenente 2500 kg tra ricambi, pannelli fotovoltaici e generi alimentari e il primo satellite per le comunicazioni con la Terra, ma i coloni dovranno munirsi di pazienza perché la comunicazione via radio prevederà un ritardo di 20 minuti.
Per camminare sul suolo
marziano dovranno indossare speciali tute dal peso di 45 Kg che li
proteggeranno dalle radiazioni solari e dalle temperature che si
aggirano dai -130 C° ai 35 C°, inoltre l'atmosfera di Marte è il 38% di
quella terrestre, quindi i coloni potrebbero riscontrare stress
meccanico alle articolazioni e anche modificazioni a livello
osseo-muscolare.
Ma se pensate che vadano su Marte per lasciarsi alle spalle ogni stress lavorativo della Terra vi sbagliate: in breve tempo i coloni dovranno essere in grado di trovare nuovi materiali da utilizzare per la costruzione di nuove abitazioni.
Nel 2023 verrà inviato il primo equipaggio di 4 persone e ogni due anni verrà inviato un nuovo equipaggio, si prevede così di raggiungere un numero di 20 individui entro il 2033.
Come
ogni progetto però, anche Mars One ha i suoi 'contro': oltre
all'inesistente possibilità di poter far ritorno a casa, vi è anche il
rischio delle radiazioni spaziali, ma riguardo a questo problema Lansdorp
assicura che non vi sono reali pericoli.
Un altro fattore da non
sottovalutare è la convivenza forzata che i coloni dovranno subire con
persone di etnie, culture e abitudini diverse dalle proprie.
Come ultima cosa, ma non meno importante, vi è poi la probabilità sopravvivenza dei coloni durante il viaggio, stimata dalla critica a meno del 20%. Il ricercatore olandese comunque non sembra preoccupato di questi pericoli e garantisce la massima sicurezza.
Nel 1969 Neil Armstrong metteva il primo piede sulla Luna, nel 2023 non si tratterà solo di toccare il suolo marziano ma di viverci per sempre.